Jean François Kervégan. Che fare di Carl Schmitt?

Andrea Mossa

Resumen


L’intento di Jean-François Kervégan è «partire da Carl Schmitt», nel duplice significato di prendere le mosse dal suo pensiero e prenderne congedo per andare oltre: districare le argomentazioni dal loro uso politico-polemico contingente, esaminarne il potenziale critico, testarne l’efficacia in relazione al mondo attuale. In questo senso il suo libro si inserisce nel solco di molta letteratura critica precedente, soprattutto di ispirazione marxista, che ha trattato Schmitt come un avversario da cui si può imparare molto, a patto di operare un’attenta selezione che salvi gli strumenti concettuali riutilizzabili scartandone le implicazioni politicamente inaccettabili (si pensi al “recupero” di Schmitt nella letteratura in lingua inglese, da «Telos» a Chantal Mouffe, fino ai numerosi lavori nell’ambito delle International Relations).


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